Prevenzione antinfettiva grazie al Metodo Di Bella

Prevenzione antinfettiva grazie al Metodo Di Bella

Il virus che da mesi tiene sotto scacco l’Italia e il resto del mondo ha scatenato un dibattito sia sulle modalità di prevenzione sia sull’ipotesi di un vaccino ma, soprattutto, molto è stato discusso  sulle possibili cure dei pazienti ammalati e per vari farmaci che, nel corso delle settimane, sono stati utilizzati per salvare i pazienti in gravi condizioni.

E’ mancata, da parte di medici e delle autorità preposte a farlo, una informazione vera e tempestiva sulle possibilità di prevenire il virus grazie all’assunzione di sostanze che vanno a rafforzare e curare il nostro sistema immunitario, che è e resta la difesa più importante contro ogni tipo di infezione e malattia.

Ecco che tra i pochi medici che parlano di prevenzione antivirale e ci aiutano a capire come rafforzare il nostro sistema immunitario per proteggerci dal Coronavirus è intervenuto il Dott. Giuseppe Di Bella durante la sua ultima apparizione nella trasmissione di Telecolor Green Team.

Censurato il video di Telecolor del Dottor Di Bella del 6 maggio

Durante la puntata del 6 maggio 2020  de “Gli Speciali di Medicina Amica”  il Dottor Giuseppe Di Bella, dal suo studio di Bologna, intervistato dalla bravissima Chiara Delogu,  parla di prevenzione anti-infettiva con il Metodo Di Bella e delle molecole comuni anti-infettive che possono aiutarci a mantenere la salute, in particolare il lisozima. Nonostante la trasmissione sia andata in diretta più di un mese fa, solo oggi sono in grado di redigere l’articolo perché, purtroppo, Youtube con la sua inspiegabile censura, ha oscurato il video della puntata pochi giorni dopo la sua pubblicazione e gli interessati hanno dovuto ricaricare il video sulla pagina.

https://www.telecolor.net/2020/05/il-metodo-di-bella-prevenzione-infettiva-anti-covid-19-con-mdb/

 

Ci sono similitudini tra le molecole anti-infettive e quelle antitumorali della Multiterapia Di Bella?

Il Metodo di Bella oltre che multiterapia biologica utilizzata nella prevenzione dei tumori trova applicazione anche nelle malattie infettive e si basa su solide evidenze scientifiche e riscontri clinici (ampiamente documentate anche nel sito del Metodo Di Bella stesso http://metododibella.org/pubblicazioni-scientifiche.html ).

I cittadini di fronte al Covid19 si trovano in confusione e i mezzi di informazione hanno alimentato questa paura e confusione dando fino dall’inizio notizie contraddittorie e frammentate sulle reale portata del virus ma soprattutto sulle possibilità da parte del singolo cittadino di poter utilizzare sostanze utili a prevenire il contagio e la malattia.

In questo panorama confuso poter “accedere all’informazione scientifica validata e ufficiale internazionale”, afferma il Dott. Di Bella,  “è importante ed è possibile farlo consultando le banche dati mondiali biomediche “come Pubmed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/ e Researchgate https://www.researchgate.net/.

 

Lisozima come antivirale

Il lisozima, sostanza dal basso costo, agisce in maniera multipla, non ha solo un meccanismo anti- infettivo ma una serie di meccanismi. L’immunità è un sistema enormemente complesso, lo possiamo immaginare come un sistema di barriere di difesa, una serie di linee di difesa; la prima linea di difesa è quella fisica c.d. tegumentale, la prima barriera di cellule di difesa è la pelle. Gli epiteli tegumentali (la pelle) comunicano con l’esterno e ci sono anche delle interruzioni, l’occhio, il naso, le vie respiratorie, le vie digestive, le vie urogenitali.

“Questi, che sono a contatto con l’esterno, sono muniti di meccanismi di difesa peculiari perché regolano l’impatto con l’esterno. Questa prima linea di difesa (occhio- naso -bocca) è costituita da cellule epiteliali per essere veramente potenti come barriere di difesa devono essere integre ossia non avere delle brecce, non devono avere soluzioni di continuità”; questa loro continuità è direttamente proporzionale al tasso di retinoidi che abbiamo nel sangue. Da questo deriva l’importanza enorme e vitale di questa sostanza, potenti antitumorali perché hanno dei recettori di membrana cellulari e hanno dei “recettori nucleari” ossia sono in grado di attivare potenti reazioni ANTITUMORALI dell’organismo; ma questi stessi sono responsabili dell’integrità della prima linea di difesa che è fondamentale. Specifica il Dott. DI Bella “Ma non solo questa linea di difesa ha delle zone specializzate; come nella congiuntiva e nell’occhio ci sono tutta una serie di ghiandole lacrimali che sono ricchissime (non a caso!!) di lisozima, uno dei motivi per cui l’occhio, pur essendo a contatto con l’esterno, è uno degli organi che si infettano di meno rispetto agli altri, è rappresentato proprio dalla presenza del lisozima”.

Altra importante linea di difesa invece è rappresentata da defensine (molecole particolari) e fosfolipasi che sono catene  enzimatiche di superficie che, insieme al lisozima, rendono l’ambiente ostico per i germi. Se parliamo del naso vale la stessa cosa, il muco del naso è ricchissimo di lisozima, ancora di più le ghiandole salivari.

Il lisozima, come antibatterico, ha un effetto estremamente ampio su vari tipi di germi, ad esempio ha un effetto potente  su alcuni protozoi micidiali come quello della sifilide. Lo spirocheta della sifilide a contatto con il lisozima viene sciolta completamente.

Se guardiano un virus del gruppo dell’influenza c.d. rinovirus (ricordiamo che i virus del gruppo coronavirus sono sette), questi virus hanno dei denominatori comuni ossia un interno acido e una membrana di difesa estremamente esile (non sono come la capsula dei batteri che è molto spessa e resistente); il lisozima quindi sui virus ha un effetto ancora più potente perché deve superare una membrana più sottile e poi sui virus agisce con meccanismi multipli rispetto a come agisce sui batteri. Sui batteri agisce come carica di superficie in sinergia con la lattoferrina (siero-proteina del latte che ha anche un meccanismo germicida e anti tumorale), insieme hanno un sinergismo anti infettivo formidabile! Guardando al microscopio, se mettiamo un virus a contatto con il lisozima, fa come un palloncino bucato da uno spillo, ossia scoppia, perché la membrana è esile; il lisozima è un enzima fortemente basico che attiva una serie di reazioni chimiche e, attraverso il meccanismo enzimatico, va ad agglutinare, floculare e lisare la parete del virus. Funziona anche nelle vie urogenitali, anch’esse ricche di lisozima. Un deficit immunitario si riflette anche in ricorrenti infezioni uro-genitali proprio per la presenza o meno di un tasso adeguato di lisozima. Esso agisce su una gran quantità di batteri sia gram positivi che negativi, su protozoi, su una grande quantità di virus…quindi perché non devo usare il lisozima?

Costa poco ed è totalmente privo di controindicazioni infatti non c’è pericolo né di sovradosaggio né di tossicità. Qual è il meccanismo multiplo del lisozima? L’immunità si articola in immunità innata (naturale) ed immunità adattativa e in immunità umorale o liquida e immunità corpuscolata; oltre alla prima barriera fisica di cui abbiamo parlato (epitelio con la barriera muco ciliare ricco di lisozima) un batterio deve superare anche l’attacco della seconda linea di immunità.

Le ciglia vibratili dell’epitelio che partono dal naso e arrivano fino ai bronchi hanno delle vibrazioni sincrone che allontanano i germi.

Ricorda il Dott. Di Bella che sostante fondamentali per questo sistema di difesa sono:

  • Retinoidi
  • Vitamina C
  • Vitamina E
  • Vitamina D
  • Lisozima

Tutti hanno un ruolo vitale che è anche comune con le difese anti tumorali, perché la catena respiratoria ( stato di ossidoriduzione) “passa” da tutte queste sostanze; i retinoidi, in particolare, sono una potenza anti tumorale perché a livello recettoriale, sia di membrana che di nucleo, hanno recettori che svolgono un’azione importante anti tumorale ma svolgono anche un’azione vitale multipla non solo sulla prima barriera ma anche sulla produzione di immunoglobuline ossia vanno ad attivare la seconda barriera di difesa che è quella dell’immunità c.d. “innata”. E’ quella che fronteggia l’attacco di un virus che ha superato la prima barriera. La risposta immunitaria è predisposta in modo tale da mettere in difficoltà la capacità dei microbi di riprodursi, di migrare, di invadere l’organismo, su questa seconda barriera innata c’è una presenza fondamentale del lisozima perché attiva una componente importantissima dell’immunità umorale c.d. liquida che è rappresentata dal “complemento”; senza quest’ultimo l’immunità non esisterebbe. Il “complemento”  è formato da una trentina di proteine che sono nel siero e possono essere attivate e o meno dal lisozima. Il lisozima è uno degli attivatori del complemento, ossia avverte e mobilita il complemento a difesa dell’organismo; ma questa attivazione è doppia perché ha, al contempo, un ruolo anti infettivo e un ruolo anti tumorale. Questa attivazione del complemento mi consente di intervenire più rapidamente possibile.

Si tratta della c.d immunità innata. L’altra, invece, è “l’immunità adattativa”, è quella che costruisce l’abito su misura per eliminare quel germe specifico, ed è un effetto più potente e specifico, peculiare, ma questa interviene solo se è partita prima quella innata. Perciò se l’immunità innata non funziona bene di conseguenza ciò si riflette anche sull’immunità “adattativa”, perciò anche per questo livello si capisce il ruolo fondamentale svolto dal lisozima.

Il Dott. Giuseppe Di Bella dopo aver ricordato, giustamente, che a livello di circoli scientifici – diciamo ufficiali – ci sia molta avversione nel riconoscere efficacia a questa sostanza, che non si spiega perché negli ultimi mesi c’è stata talmente tanta richiesta di lisozima da risultare esaurite tutte le scorte. Ricorda che vi è stata una interrogazione al Senato fatta da senatori del gruppo misto che hanno chiesto la ragione del grande interesse per cui sono state ordinate grandi quantità di lisozima da parte di un organo ministeriale, interrogazione che poi è sparita.

https://www.agricolae.eu/interrogazione-de-bonis-misto-senato-su-caso-lisozima-consorzio-grana-padano-mipaaf/

Le farmacie che lo preparato come galenico si sono trovate totalmente sfornite, perché la sua richiesta è stata enorme ed ha superato la produzione.

Intanto, ricorda il Dott. Di Bella, che il suo ultimo libro sta avendo grande successo e diffusione, risultando il più venduto in materia di prevenzione tumorale.

La Scelta Antitumore
Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita

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Ogni affermazione contenuta nel libro trova il corrispettivo e la conferma nelle banche dati mondiali (la cui esistenza è spesso ignorata purtroppo! n.d.r.).

Questi concetti di cura non sono altro che il trasferimento in clinica della fisiologia; “la biochimica e la biologia molecolare non può essere smentita” precisa il Dott. Di Bella. La multi-terapia Di Bella è il trasferimento in clinica/ cura dei dati base della “fisiologia” – ribadisce il Dottore, che significa “chimica” e “biochimica” e  ha la finalità di riportare alla normalità le reazioni cellulari deviate dal cancro o  dalle infezioni. “Queste reazioni deviate da cause diverse le devo riportare alla normalità ossia alla fisiologia perché devo partire e ritornare alla fisiologia. Le reazioni del nostro organismo sono infinite e non posso conoscerle tutte ma i concetti base del metabolismo li conosciamo, dobbiamo fare capo a questi come medico e non al fatturato delle Multinazionali”. Come medico, afferma il Dottore, “devo seguire l’etica, il concetto ippocratico, la medicina basata sull’evidenza scientifica, in base alle banche date mondiali e all’esperienza clinica di colleghi e mia.” Questo viene disatteso. “La deriva più pericolosa alla quale stiamo andando incontro è proprio questa ossia prescindere da questi dati e  affidarsi ai burocrati (medici ricercatori ecc…che impongono delle linee guida)”.

Le persone devono avere sempre più chiaro che chi afferma questi diversi pareri va incontro a problemi e intimidazioni.

 

 Terapia al plasma

Secondo il Dott. Di Bella è la terapia più logica, la più semplice ed immediata che si possa fare, per questo purtroppo è contestata. E’ semplicissima perché il Coronavirus responsabile della epidemia attuale (che ricordiamo appartiene ad uno dei sette del gruppo Coronavirus) ha una caratteristica particolare ossia cambia continuamente (prova lo è il fatto che i famosi vaccini contro l’influenza non mi danno alcuna garanzia di essere protetti dal virus influenzale). Sono virus respiratori caratterizzati da elevata mutabilità ossia il suo patrimonio genetico non è fisso (non è come il virus della poliomielite per cui se fai il vaccino, il virus  è stabile ed hai una memoria anticorpale che ti copre per tutta la vita). In questi casi un vaccino non dà nessuna garanzia che possa dare una copertura, per cui alla prima mutazione il vaccino non protegge più.

Il siero iper-immune possiede una serie elevata di anticorpi specifici per quel virus e se uso questo con tutte le precauzioni del caso (prima di somministrarlo devo controllare che il siero sia puro ossia non contenga altri virus tipo AIDS, epatiti ecc..). Ricordiamo che, da molto tempo, all’estero (non in Italia purtroppo!) utilizzano le immunoglobuline, le quali forniscono immediatamente le proteine che agiscono sul sistema immunitario, anche se non sono specifiche, essa danno un aiuto potente, forniscono una serie di proteine che intervengono proprio nei meccanismi immunitari sopra richiamati (immunità innata viene enormemente potenziata). Anche queste vengono preparate con tutti gli accorgimenti per evitare che contengano infezioni.

Avere un siero iper-immune (cioè pieno di anticorpi) diretto proprio contro il virus, che ha causato questa pandemia da covid-19, è molto importante; i risultati che hanno avuto nei vari ospedali, a partire in particolare da quello di Mantova, sono straordinari, addirittura sorprendenti. E’ ovvio che il plasma funzioni, basta ragionare: se il germe produce degli anticorpi, usare il plasma è la soluzione rapida che avrebbe consentito di evitare un aggravamento della situazione pandemica e avrebbe evitato di bloccare il nostro paese distruggendone la struttura portante, senza dover aspettare e sperare in un ipotetico futuro vaccino.

Gli anticorpi sono proteine, sono anticorpi contro il  virus, quindi è matematico che funzionino! Con l’ingegneria genetica, con il DNA ricombinante li possono fare e non si rischia di infettare nessuno.

Nel decorso naturale della fisiologia dell’immunità è ovvio che un germe mi dà degli anticorpi, li isolo, li somministro ed elimino il germe; funziona con la massima rapidità anche se il virus muta, ci saranno delle persone che produrranno degli anticorpi che saranno adatti al cambiamento del virus.

 

Il ruolo dello stress

Purtroppo le fonti diciamo della scienza c.d. “ufficiale” minimizzano il ruolo dello stress, dimostrando di andare contro dati di fatti incontestabili.

Lo stress, come dato di fatto incontestabile, mi dà una importante risposta endocrina cioè “ormonale”. Anzitutto aumenta la prolattina, a livello ipotalamico aumenta l’ACTH che produce il cortisolo (cortisone). Quest’ultimo sappiamo bene che abbia un potente effetto immuno-depressivo.

Altro effetto dello stress è un picco altissimo di prolattina. Più questa è alta più va ad inibire l’effetto dei natural killer che sono dei veri e propri “carri armati” contro le infezioni, cellule di tipo linfatico molto potenti per eliminare i microbi (e agiscono anche contro i tumori). Ecco perché se la mobilitazione di queste cellule viene ridotta esplodono le infezioni. Dall’altro lato, con lo stress, abbiamo detto che aumenta la prolattina che ha una azione sul GnRh (gonadotropina release hormone) cioè sulla regolazione ipotalamica delle gonadotropine, ciò causa un abbassamento degli estrogeni. Se viene abbassato l’estrogeno risulta abbassato un meccanismo di difesa multiplo e documentato (uno dei motivi per cui le donne si ammalano di meno è proprio perché le donne sono protette dall’estrogeno, l’estrogeno protegge perché è la sede della trasmissione della vita) . L’estrogeno ha anche una importante funzione immunitaria, ma con la prolattina troppo alta diminuisce perché blocca il suo precursore.

Perché abbiamo parlato della correlazione tra l’immunità infettiva e quella tumorale?

L’immunità non va a compartimenti stagni, è un contesto unico interattivo ed elimina tutto quello che mina la salute per mantenere l’omeostasi. Le cellule tumorali segnalano nel nostro organismo la presenza di un pericolo, per cui la cellula tumorale mi dà degli anticorpi contro le cellule e contemporaneamente mi dà la mobilitazione della parte corpuscolata, ha una quantità di cellule che intervengono a seconda dei tumori, dell’organismo; ma per intervenire, l’immunità innata deve essere in grado di farla intervenire e l’immunità innata funziona con le sostanze che abbiamo già richiamato: vitamina C, vitamina D, retinoidi, vitamina E; oltretutto c’è una letteratura vastissima sull’importanza enorme, ed ancora sottovalutata, della vitamina D in rapporto all’immunità. La vitamina D ha un ruolo fondamentale antitumorale, ha i ricettori nucleari co-espressi con i retinoidi e con la melatonina. Questo cosa significa? Sulla superficie della membrana cellulare che protegge il codice della vita (DNA), l’informazione genetica, ci sono dei recettori sensibili alla vitamina D. Questa, insieme ai retinoidi ed alla melatonina, va a regolare il centro che esprime geni oncogeni oppure onco-soppressori. Essa regola in funzione antitumorale il DNA stesso. La stessa vitamina D ha dei geni che sono co-espressi, sono come dei ganci che consentono ad una cellula immunitaria di attaccare e distruggere i microbi. La funzione di queste cellule che siano natural killer o macrofagi e la loro capacità di riconoscere e di distruggere il germe ha una omologia di genere con la vitamina D, essa quindi consente alle cellule natural killer  di intervenire nelle sue funzioni di difesa. Ha un ruolo chiave perché consente l’attivazione di questa serie di difese corpuscolari. Per questo l’anziano che si espone poco al sole e produce meno vitamina D è più predisposto alle infezioni.

Ci sono tanti prodotti a base di vitamina D, ma bisogna fare attenzione alla calcemia nel sangue se la si integra.

 

Per il paziente oncologico quali accorgimenti consiglia?

Anzitutto l’assunzione di lisozima per un paziente immunodepresso. Se il paziente oncologico assume già le molecole della multiterapia Di Bella,  in questa fase delicata, potrebbe essere protetto proprio perché questa terapia è rispettosa dell’immunità e agisce contemporaneamente in maniera potente sulla replicazione proliferazione e migrazione di cellule tumorali. Non a caso si parla, per quanto riguarda le cellule tumorali, di mutabilità adattativa. Come esiste una immunità adattativa, non a caso, esiste la mutabilità adattativa delle cellule tumorali, è micidiale, è la causa di risultati limitati per la terapia chemioterapica e radioterapia. I pazienti stanno bene per un periodo dopo di che la cellula tumorale muta (paragonandola all’immunità innata si potrebbe chiamarla la sua “mutabilità costitutiva”), perché a causa di queste terapie la cellula tumorale esprime la propria mutabilità adattativa e per ogni mutazione la cellula tumorale diventa più aggressiva e più resistente.

Queste sostanze che intervengono frenando la mutabilità adattativa, interrompendo il meccanismo più insidioso del tumore, meccanismo che invalida la maggior parte delle attuali contromisure, se da una parte attivano l’immunità, dall’altra frenano il percorso più pericoloso del tumore (retinoidi, vitamina E, vitamina C, vitamina D, melatonina), ad esempio la melatonina attiva l’interleuchina-2, importante come anti infettiva ma anche come antitumorale.

Queste sostanze frenano la mutabilità adattativa ma creano anche le condizioni migliori per una risposta del sistema immunitario contro le infezioni.

Lavaggi nasali

Sono importantissimi perché il virus entra attraverso le mucose, così il virus viene eliminato meccanicamente.

Parliamo dei lavaggi con acqua e sale. Il virus vive in un ambiente acido per cui, fare dei lavaggi alcalini, oltre che asportarlo meccanicamente serve a depurare il naso. Con una soluzione di 6 grammi di sale e 3 grammi di bicarbonato di sodio per un litro di acqua a temperatura di 37 gradi già realizzo un metodo di detersione dal ph fortemente alcalino. Anche i gargarismi con questa soluzione ipertonica decongestione le mucose.

 

Ricordiamo che oggi  10 giugno 2020 il Dott. Di Bella terrà un Webinar sempre su questo importante argomento per la nostra salute. Link dell’evento:

https://www.youtube.com/watch?v=d4uD2-uph9I&fbclid=IwAR0bMlfVxyiOSwOBIOBzwiZN6kQCLgrUk11vrwH5XY18WaKXRoiEcreB2io

 

“Il dogma della verità se viene contestato configura un eretico e l’eretico va bruciato sul rogo”  Dott. Giuseppe Di Bella.

 

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