Per l’artrite un altro farmaco presunto “Miracoloso” che invece si rivela mortale

Per l’artrite un altro farmaco presunto “Miracoloso” che invece si rivela mortale

E’ uscita pochissimi giorni fa la notizia, una delle tante sui farmaci che, appena letta, suscita scalpore per essere subito dopo dimenticata, di un farmaco utilizzato per la “cura” dell’artrite reumatoide che causerebbe danni importanti al fegato.

Chi conosce le malattie reumatiche sa benissimo che, quando vengono diagnosticate, da parte dei medici viene subito dichiarato che non esiste cura e che le sue cause sono sconosciute, creando sgomento e sconforto nei pazienti che entrano, fin dal momento della diagnosi, in un tunnel angoscioso.

Orbene, nonostante, secondo la medicina tradizionale, non esista cura, ogni anno viene sfornato un nuovo farmaco miracoloso per trattare la malattia; ma è realmente così?

La verità è un’altra, ed è purtroppo scomoda da accettare e da diffondere, ma torneremo presto sull’argomento.

Ora mi preme, invece, parlare della notizia uscita pochi giorni fa sui gravi effetti di un farmaco utilizzato per l’artrite reumatoide, e pubblicizzato come miracoloso appena uscito, come avviene ogni volta che una nuova molecola viene immessa sul mercato del farmaco.

E’ paradossale il fatto che proprio con una nota del 13 giugno 2019 Pharmastar, giornale on-line dedicato al mondo del Farmaco, parlasse di un farmaco per l’ “Artrite reumatoide: raggiunto il controllo di malattia con tocilizumab, possibile la riduzione di glucocorticoidi” per decantare i presunti gli effetti positivi del farmaco e nemmeno un mese dopo, proprio quel farmaco sia indicato come molto pericoloso.

Con una nota Aifa del 10 luglio 2019, infatti, è stato diffuso l’avviso importante degli effetti collaterali gravi che il farmaco RoActemra® (tocilizumab) ha causato in pazienti in seguito al suo utilizzo. Sono stati riportati episodi di grave danno farmaco-indotto al fegato, tra cui: insufficienza epatica acuta, epatite e ittero che in alcuni casi hanno richiesto un trapianto di fegato. La frequenza dell’epatotossicità grave è considerata rara.

http://www.aifa.gov.it/content/nota-informativa-importante-su-roactemra%C2%AE-tocilizumab-27062019

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.            Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta al link: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalareuna-sospetta-reazione-avversa

Ormai è diventato un fatto ricorrente il leggere notizie sugli effetti collaterali gravi dei farmaci c.d. biologici, come quello in questione, utilizzati per trattare le malattie autoimmuni.

Ogni considerazione a proposito dell’assurdità di trattare patologie importanti, impiegando farmaci potenzialmente letali o comunque assai dannosi per la salute del paziente già compromesso, mi pare superflua.

E’ giusto che ogni essere umano curi la propria salute appoggiandosi ai medici dei quali ha fiducia ma senza perdere mai la propria autonomia di giudizio e senza arrendersi a cure pericolose e non risolutive.

Per trattare in modo eccellente il mio problema autoimmune, risalendo alle cause della malattia e non occultandole, fino a fare regredire i sintomi, il mio fegato l’ho disintossicato per anni in diversi modi e non certo ulteriormente intossicato. Meditate gente meditate (in ogni senso!).

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