L’industria delle Pandemie

L’industria delle Pandemie

Il 21 gennaio scorso vi è stato un intervento interessantissimo del Dott. Giuseppe Di Bella al  TgTalk di Byoblu a proposito delle ultime notizie allarmanti  della diffusione del virus che in Cina ha già fatto delle  vittime e  che  si trasmette da uomo a uomo.

Sono sempre più pressanti e preoccupanti le notizie su questo coronavirus;  nelle ultime ore sembra  salito a diciassette il bilancio delle vittime mentre il numero di casi accertati nel Paese sale a 440.

Sono stati molti gli articoli che parlano di timori per gli spostamenti in occasione del Capodanno cinese e di centinaia di nuovi casi, uno dei quali anche in Usa.

Il sindaco della città di Wuhan, dalla quale è partito il contagio, invita a non entrare; c’è preoccupazione soprattutto per l’imminente capodanno cinese, che sarà celebrato in tutto il mondo il prossimo 25 gennaio 2020, mentre a Wuhan è stato cancellato l’importante evento proprio nel tentativo di contenere l’epidemia.

In occidente si stanno prendendo misure precauzionali per scongiurare la possibilità che il virus possa propagarsi, soprattutto attraverso i voli in arrivo dalla Cina.

La probabilità di introduzione del nuovo coronavirus nell’Unione Europea, afferma il ministero della Salute sul proprio sito, ”è considerata bassa, anche se non può essere esclusa”.

Sui giornali si parla già di “epidemia”, “allarme”, “incubo” e subito si affaccia la possibilità di un vaccino contro il virus.

Il direttore dell’Istituto americano per le malattie infettive Anthony Fauci precisa che sarà necessario un anno per la disponibilità al pubblico del farmaco-vaccino contro il nuovo virus.

Per mercoledì 22 gennaio, era attesa anche la riunione del Comitato d’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), convocata a Ginevra, in occasione della quale si dovrà decidere, se il virus è una “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”.

Ma come stanno realmente i fatti? Da una parte, le fonti c.d. ufficiali alimentano, come al solito la paura e il panico tra la popolazione, parlando di possibile epidemia, rassicurando però che stanno già lavorando ad un vaccino, dall’altra, per fortuna, esistono ancora degli uomini di scienza liberi, quali il Prof. Giulio Tarro, virologo di fama mondiale, che nell’intervista del TgTalk di Byoblu insieme al Dott. Giuseppe Di Bella, spiega che la pericolosità di questi coronavirus non giustifica assolutamente questo accanimento mediatico.

 

Il Dottor Giuseppe Di Bella condivide la posizione del Prof. Tarro e spiega come sia stato fatto un certo terrorismo ad opera dei mezzi di informazione su queste epidemie; un esempio eclatante si è avuto con l’aviaria per cui la multinazionale la Roche S.p.a  ha  incassato più di 2 miliardi e mezzo di euro con la vendita del costoso farmaco Tamiflu, che non avrebbe avuto alcuna efficacia tale da giustificare la sua diffusione e costo.

Secondo il Dott. Di Bella, dunque, la riflessione che si può fare è che, anche in questo caso, l’informazione ufficiale non è credibile, non è informazione vera ma è “propaganda”  finalizzata ad interessi occulti.

Il Dottore invita a considerare con un certo scetticismo questi allarmi,senza farsi coinvolgere nel terrorismo mediatico, che annuncia prossime sventure planetarie e pandemie, insommatutte queste notizie vanno prese con beneficio d’ inventario, secondo il saggio medico.

Afferma ancora il Dott. Di Bella che,sulla base dell’esperienza di ricercatori italiani di altissimo livello, un prodotto banale dal costo molto basso come il “lisozima” potrebbe avere un ruolo non indifferente se usato come antivirale; si tratta di una proteina basica mentre i virus sono acidi ed hanno una membrana esilissima, questa sostanza (lisozima) risulta potente su una grande quantità di virus, senza bisogno di mobilitare le multinazionali nella ricerca di nuovi farmaci e vaccini.

Se, soprattutto in una fase di rischio contagio, si utilizza il lisozima in modo continuativo un beneficio a livello immunitario si ha di sicuro.

Altra considerazione è che un virus così come un batterio o un germe per contagiare deve superare delle “barriere epiteliali” che siano epidermiche, oppure delle vie respiratorie o digestive o urogenitali, se l’epitelio è integro ed efficiente, una buona parte di virus vengono così inattivati dai movimenti muco-ciliari dell’apparato respiratorio e digestivo bloccando il contagio.

Si capisce dunque come le misure igieniche banali come lavaggi nasali con soluzioni saline oppure i gargarismi iodati, una igiene personale di questo tipo siano utilissime per allontanare la possibilità di contrarre il virus.

Un cenno particolare il dott. Di Bella lo riserva ai retinoidi, prodotto che è alla base della multiterapia ideata dal Prof. Luigi Di Bella, ricordando come in farmacologia essi siano chiamati, non a caso, vitamine anti infettive, perché oltre a migliorare significativamente le barriere di difesa, che sono sempre le prime a reggere l’impatto, migliorano in modo significativo l’immunità; se a questi si aggiunge, in una integrazione mirata, la vitamina C la percentuale di contagio si ridurre sicuramente secondo criteri logico scientifici.

Nell’intervista rilasciata dai due luminari si capisce, dunque, come la scienza c.d. del panico sia pronta a sfornare nuovi allarmi in maniera costante con la finalità di foraggiare l’industria dei prodotti farmaceutici, in assenza di reali minacce concrete per la salute pubblica, che possono venir contrastate con accorgimenti di buon senso anzitutto igienici e con una integrazione mirata e accorta.

Speriamo che più persone possibili leggano questo appello e non si lascino intimorire ma si attivino in questo senso e seguano con fiducia i consigli del dott. Giuseppe Di Bella, approfondendo questi interessantissimi temi.

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