I cinesi della comunità di Prato hanno già un vaccino per il Covid?

I cinesi della comunità di Prato hanno già un vaccino per il Covid?

La città di Prato, in Toscana, da molti anni, ospita la seconda comunità cinese in Italia per importanza dopo Milano, dove risiede quella più numerosa.

Quando la pandemia da Covid-19 è iniziata in Cina, e, soprattutto, da quando in Italia si sono registrati i primi casi di contagio, è sempre stata alta l’attenzione per la comunità cinese della città toscana.

Nel febbraio 2020, infatti, era molta l’apprensione, considerando che, proprio quando dalla Cina giungevano le immagini più drammatiche dell’epidemia, in molti erano partiti dall’Italia per trascorrere il capodanno cinese in patria.

Si temevano focolai di ritorno dall’estero, che per fortuna non ci sono stati, anzi, nessun caso di coronavirus è stato registrato nella comunità cinese locale, nemmeno tra i 2500 cittadini rientrati in Italia dopo le vacanze di gennaio.

Come potevano i cinesi di Prato risultare immuni allo stesso virus che in Cina mieteva migliaia di vittime e che in Italia iniziava a diffondersi sempre più?

Il modo in cui i cinesi toscani hanno gestito l’epidemia, durante la prima ondata, si è rivelato vincente e il virus non si è diffuso, grazie alla ferrea disciplina che la comunità si è autoimposta da subito; grazie a norme rispettate scrupolosamente, prima che in Italia fossero rese obbligatorie dai vari DPCM, come la quarantena autoimposta e ad una organizzazione funzionale della spesa e delle altre necessità, il loro metodo di gestione dell’epidemia è risultato molto efficace.

I cinesi, quindi, si sono muniti, immediatamente, di mascherine protettive, hanno rispettato il distanziamento e, in aggiunta, hanno assunto 3 volte al giorno un mix di erbe come rimedio della medicina tradizionale cinese; questo preparato consente al corpo di rafforzare il sistema immunitario e di proteggere dagli attacchi virali.

Il governo cinese, tramite l’ambasciata, ha mandato questo aiuto molto importante ai cinesi in Italia; sono stati i primi medici arrivati a Roma nel marzo del 2020 a portare questo preparato già usato a Wuhan per il Covid-19. Un rimedio già preparato in forma moderna, nel senso che le erbe in polvere sono state incapsulate in modo da rendere la somministrazione più semplice: 4 capsule, 3 volte al giorno per le persone che hanno i primi sintomi (parleremo di queste piante antivirali in un articolo apposito).

Il fatto che durante la prima ondata pandemica non ci sia stato nessun cinese contagiato a Prato viene fatto risalire proprio all’utilizzo di queste piante speciali della MTC oltre che alla disciplina osservata.

Cosa sta accadendo, invece, durante la seconda ondata di Covid-19, che ormai ci fa restare di nuovo confinati in casa da settimane?

Dalla fine di ottobre la provincia di Prato detiene un primato negativo, quello di essere continuativamente al vertice della classifica toscana relativa al rapporto quotidiano fra i contagiati da Covid-19 e la popolazione residente.

I cinesi residenti a Prato, che sembravano immuni al Coronavirus, hanno, invece, iniziato a registrare i primi contagi, già nello scorso settembre, anche se si tratta di un numero davvero esiguo di persone appartenenti alla comunità cinese, che pare continuare a non essere interessata dal fenomeno in maniera significativa.

Merito anche questa volta delle regole che i cinesi rispettano senza lamentarsi troppo, oppure il mix di erbe è davvero così portentoso?

Le autorità sanitarie locali, intanto, chiedono collaborazione al console cinese per comprendere in modo più preciso le dinamiche che, nella loro comunità, potrebbero consentire una efficace protezione nei confronti del virus e, per aiutare a capirlo, sono stati forniti mediatori e garanzie di cooperazione.

Intanto, sono sempre più frequenti le indiscrezioni secondo le quali, diversi cittadini cinesi abitanti a Prato avrebbero già fatto un vaccino e lo tengano segreto.

Hanno contribuito alla diffusione di questi rumors, a livello internazionale, soprattutto le immagini che giungono dalla Cina, in particolare il video di Wuhan, che ha fatto il giro del mondo, con persone tranquille a spasso senza mascherina.

A livello locale, invece, avvalorerebbe l’ipotesi di un vaccino cinese già formulato e funzionante, la notizia che, diversi cittadini cinesi, preoccupati per l’evolversi della pandemia in Italia, siano tornati in Cina o stiano considerando di rientrare in patria, mentre numerosi cittadini orientali della comunità cinese di Prato, sarebbero partiti appositamente dall’Italia per farsi iniettare la soluzione contro il Coronavirus e sarebbero tornati in Italia immuni a questa seconda ondata.

Non è facile avere informazioni precise al riguardo, c’è chi conferma questa ipotesi di cui sentiamo parlare sempre più spesso e chi la smentisce; ne ha parlato, durante una intervista alla tv locale TV Prato,  l’imprenditore nel campo del digitale e dell’informazione online, Flavio Hu, secondo il quale in effetti in Cina già da tempo esisterebbero questi vaccini c.d. di “emergenza” contro il coronavirus, che le persone fanno volontariamente e costerebbero 30 euro a somministrazione, con due dosi da fare a distanza di tempo.

Al momento non esiste nessuna conferma ufficiale, quindi, non ci resta che aspettare e sperare che, nel frattempo sempre più rimedi efficaci e buone abitudini di vita ci aiutino, anzitutto, a rafforzare il sistema immunitario, nostro unico e speciale baluardo di difesa non solo dal Covid-19 ma da ogni altra infezione.

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